Sergej Bubka: un salto oltre ogni limite

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Una vita sospesa in aria con l’asta tra le mani, una carriera costellata di successi e un presente infarcito di progetti nel mondo dello sport.

Sergej Bubka, il record-man mondiale del salto con l’asta, ancora oggi sembra voler sfidare quei limiti che, prima la forza di gravità e ora la società moderna, si divertono a dislocare sul suo percorso.
Eppure l’ex atleta e attuale politico ucraino continua a porsi obiettivi, ad inseguirli con tutto se stesso e, in molti casi, a vincere come ha sempre fatto.
Qual è il segreto di un grandissimo campione dello sport che ha fatto dell’andare oltre il suo stile di vita?

Sei un atleta, non un seduttore. Non devi stare lì ad ammirarti, ma a gareggiare. Devi avere fame di successi, di risultati, di gloria. Lo sport non è una sfilata, è provarci per davvero con tutto te stesso.

Cosa rappresenta davvero il limite per l’essere umano? Per molti è un problema materiale da risolvere, per altri può avere un carattere esistenziale e riguardare la sfera sentimentale o lavorativa. Che futuro vogliamo davvero? Per uno sportivo è senza ombra di dubbio un ostacolo da superare, un ghigno che riversa su di noi venti di insicurezza e precarietà per convincerci che non siamo capaci, che non ce la faremo mai.

Eccoli i limiti che Sergej Bubka ha affrontato e vinto. Chissà che conoscerli servirà anche a te!

Un limite geografico

Sergej Bubka nasce il 4 dicembre del 1963 a Luhansk, nella zona sud-orientale dell’Ucraina, allora facente parte dell’Unione Sovietica. Diversamente dai suoi futuri rivali a stelle e strisce nel mondo dell’atletica, non cresce tra sfavillanti strutture di allenamento e una società iper-consumistica in forte crescita economica.
L’URSS degli anni sessanta e settanta è un enorme apparato politico che fatica a gestire un territorio smisurato e spesso instabile a livello politico. La popolazione non naviga nella ricchezza generata dal primo capitalismo e le libertà fondamentali, specie quelle legate alle scelte politiche, sono soggette a forti restrizioni da parte del Partito Comunista.
Allo scopo di inseguire il suo sogno di atleta, Sergej molla famiglia e affetti per trasferirsi nella vicina Donec’k assieme al suo allenatore dell’epoca Vitalij Petrov, all’età di quindici anni.
I confini dell’ex repubblica sovietica però stanno stretti al futuro leader del salto con l’asta, e così nel 1983 Bubka vola oltre e vince i Mondiali ad Helsinki a soli vent’anni. Due anni più tardi, a Parigi, stabilisce il nuovo record mondiale e diventa il primo astista a sfondare il muro dei 6 metri.

L’ascesa continua verso il successo

Divenuto ormai un primatista del salto con l’asta, Sergej Bubka non rimane inoperoso. I successi mondiali non bastano più, risultano quasi stretti a chi come lui cerca di primeggiare sin dall’adolescenza.
Il tempo a nostra disposizione non è infinito, ogni occasione va preparata e sfruttata.

Poteva una mentalità del genere porre limiti ad un cammino ancor più luminoso? Certo che no.

Tra la fine degli anni ’80 e tutto il decennio successivo, l’atleta di Luhansk si conferma il migliore nella sua categoria, non solo vincendo medaglie a ripetizione (più di venti ori tra Olimpiadi, Mondiali, Europei e Grand Prix IAAF) ma migliorando il record del mondo per ben 43 volte. Basti pensare che nell’arco di quattro anni, tra le Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 (a cui non prese parte per il boicottaggio da parte dell’Urss) e quelle di Seoul nel 1988, migliorò il primato nel salto con l’asta di 21 cm!
In molti sostengono che questa sua capacità di essere performante in così tante occasioni sia il frutto di una strategia ben precisa. L’Unione Sovietica infatti, era solita ricompensare con svariati bonus gli atleti che si rendevano protagonisti di record o vittorie di cui il paese poteva fregiarsi. Come a voler suggerire che le vittorie fossero studiate a tavolino, piccoli successi in crescendo per andare ad ingigantire i guadagni.

Le numerose barriere abbattute da Bubka gli hanno sicuramente fruttato un discreto introito economico, tuttavia il solo soddisfacimento materiale non può spiegare un talento così luminoso e una capacità di migliorarsi così elevata.

Sergej Bubka

L’eterna sfida dei giochi olimpici

Pur avendo scritto pagine indelebili nella storia del salto con l’asta, Sergej Bubka può annoverare un solo oro olimpico nel suo Palmares. Come già detto, non prese parte alle Olimpiadi americane del 1984, così come un infortunio frenò la sua partecipazione a quelle di Atlanta nel 1996. Il punto più alto in questa manifestazione lo raggiunge a Seoul, nel 1988, andandosi a prendere l’oro tra le nuvole a 5,90 m. Tuttavia sia a Barcellona nel 1992 sia a Sidney 2000, la sua ultima olimpiade, l’attuale vice-presidente della IAAF (International Association of Athletics Federations) e membro del Parlamento Ucraino, ha fallito l’inseguimento alla seconda medaglia d’oro olimpica.

A 36 anni Bubka si ritira dall’attività agonistica ma la sua vittoria più bella dura quasi vent’anni, considerato che il record indoor di 6,15 metri sarà sconfitto di un 1 cm solamente nel 2014 dal francese Renaud Lavilleni. Dove? Al meeting di Donec’k organizzato annualmente da Bubka stesso! Uno strano scherzo del destino non c’è che dire.
Nel frattempo il plurimedagliato ex atleta si gode ancora il suo record outdoor, dove si disputano le gare olimpiche, di 6,14 metri. Un limite che dura da ventidue anni ormai.

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Le sfide future

Cessata l’attività agonistica, Sergej non è rimasto con le mani in mano. Già membro del Comitato Olimpico Internazionale dal 1999, Bubka ha dedicato energie e risorse anche ad altri progetti perché si sa, un vero campione non si ferma mai. Sul calare degli anni ’80 fonda il Bubka Sport Club per omaggiare la città di Donec’k che lo ha adottato e lanciato verso le vette più alte. La struttura, un centro di atletica leggera, conta più di 300 ragazzi e una decina di Istruttori i cui salari sono interamente coperti da Bubka stesso. Allo World Junior Championship del 2002 in Jamaica, Maksym Mazuryk, allievo della suddetta struttura, ha trionfato nel salto con l’asta regalando una soddisfazione immensa al Fondatore del Club.

Ho deciso di investire in un club sportivo per aiutare i giovani. Con il collasso del sistema sovietico non c’è abbastanza denaro per avvicinare i bambini al mondo dello sport. Quando hanno finito la scuola, i ragazzi vagano per le strade ed è necessario offrire loro qualche interesse. In questi casi, lo sport è una delle migliori cose.

Tra  i molti incarichi ricoperti, Bubka è stato Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Ucraino, Vice-Presidente della IAAF, Membro del Comitato Esecutivo del CIO e presidente della Commissione Atletica del CIO.
Durante il suo incarico di Ministro in Ucraina, è stato Primo Consulente del Ministero della Gioventù, della Cultura e dello Sport. Membro fondatore della Laureus World Sports Academy, svolge un ruolo fondamentale nel sostenere il programma di sviluppo delle Nazioni Unite, quello dell’Organizzazione mondiale della Sanità e della Lotta contro la tubercolosi e del’Unesco.
Come se non bastasse, Bubka si è interessato in prima persona nel progetto che cerca di costruire un futuro migliore alle  vittime del disastro ambientale di Chernobyl e al Coordinamento Regionale e Nazionale per la protezione sociale dei disabili e dei bambini orfani.

Cosa possiamo imparare da Sergej Bubka

Secondo molti addetti ai lavori nel mondo dell’atletica, le straordinarie prestazioni di Bubka nel salto con l’asta sono riconducibili a delle doti fisiche fuori dal comune: provvisto di grande velocità e forza fisica, poté utilizzare aste più lunghe e rigide di quelle usate dai suoi colleghi, sfruttando al meglio l’azione catapultante. Altra dote che gli è stata ampiamente riconosciuta è l’invenzione di una tecnica innovativa che consisteva in un’impugnatura più in alto rispetto ai suoi avversari.

Elementi, questi, di indubbio valore. Ma non è tutto: capacità fisiche e sviluppo tecnico sono alla base di qualsiasi successo non solo nell’atletica leggera ma in qualsiasi sport.

La realtà dei fatti, però, racconta qualcosa di diverso: se si vuole passare dallo status di Campione a quello di Leggenda, deve entrare in gioco quel prezioso fattore chiamato fame.
Sergej Bubka ha dimostrato di essere un uomo e un atleta insaziabile, mai domo, incapace di specchiarsi nei suoi successi troppo a lungo e sempre proiettato al prossimo traguardo, al prossimo record (quasi sempre il suo) da stralciare. Dismessi gli abiti da asso dell’asta, ha continuato a ottenere risultati anche nel campo delle politiche sportive e sociali, scontrandosi su terreni a lui noti ma dando battaglia dietro ad una scrivania e non più sulla pista.
Le numerose iniziative in cui è coinvolto ci restituiscono l’immagine di una persona risoluta e tenace, perennemente impegnata e affamata.  Dove il corpo e le leggi della fisica stabiliscono i loro invalicabili limiti, la forza delle mente si diverte a scrivere regole del tutto diverse. Sergej Bubka ne è la prova.

Cosa possiamo imparare dalla vita e dai successi di questo straordinario campione?

  • il segreto del successo è in gran parte nella mente, nella voglia di fare, di provare, di rischiare;
  • le doti fisiche sono inutili senza esercizio e allenamento costanti;
  • quando motivazione e tenacia viaggiano a braccetto sono capaci di grandi risultati.

Articolo a cura di Alessandro Zezza.

By | 2017-03-31T16:54:03+00:00 8 settembre, 2016|Storie di Outliers|0 Comments

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