Renato Bialetti il genio del caffè

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Nuovo articolo della categorie Storie di Outliers. Oggi parliamo di Renato Bialetti, il genio italiano noto a tutto il mondo per uno degli alimenti fondamentali dei nostri tempi: il caffè!

Grande onda Kanegawa Renato Bialetti

Se fosse possibile racchiudere la storia e le vicende economiche di un’azienda italiana in un dipinto, quello della Bialetti sarebbe sicuramente “La grande onda di Kanagawa” del pittore giapponese Hokusai: una gigantesca onda che sovrasta ogni cosa con la sua imperiosa mole, un flusso continuo e altalenante in cui solo le capacità imprenditoriali di Renato Bialetti, figlio del fondatore, hanno saputo porre un argine alle inevitabili incursioni negli abissi marini (dell’economia).

Nel panorama imprenditoriale italiano del secondo dopoguerra non sono molte le imprese in grado di rappresentare concetti come “convivialità” e “tradizione” meglio dell’azienda piemontese.
In realtà il Made in Italy estende la sua notorietà anche grazie ad altri settori, come non citare la Moda targata Valentino e Versace, o la grande leggenda automobilistica emiliana portata in tutto il mondo dal cavallino rampante di Enzo Ferrari.
Eppure nessuno può raccontare il miracolo italiano degli anni ’50 e ’60 senza citare l’omino coi baffi della Bialetti e la sua famosissima Moka.

Quali sono state le tappe del successo? In che modo Renato Bialetti, figlio del fondatore, è riuscito ad attraversare la crisi economica degli anni ’70 rilanciando ogni volta l’immagine colorata e aromatizzata del caffè?

“Eh si, si, si…sembra facile (fare un buon caffè)”
Omino coi baffi

La storia di famiglia segue delle tappe ben precise e, sebbene in molti potrebbero asserire che al giorno d’oggi i modelli di gestione aziendale siano ben diversi, in realtà possiamo ancora cogliere degli spunti interessanti per chi si occupa oggi di guidare team o intere imprese con la propria Leadership. 

Made in Italy: la svolta epocale della moka express

Il 1933 è l’anno della svolta. Alfonso Bialetti, padre di Renato e fondatore di questa piccola impresa di semilavorati e prodotti in alluminio, tira fuori dal cilindro una delle invenzioni più influenti nella storia: la “Moka Express”.
Prendendo spunto dal sistema con cui sua moglie faceva il bucato, l’artigiano piemontese rivoluzionò il modo di preparare il caffè e diede il primo impulso al successo mondiale che avrebbe cavalcato suo figlio.
Per raggiungere la fama planetaria dobbiamo attendere però il 1946, la fine della guerra e il graduale inserimento in società di Renato, brillante ventenne con uno spiccato talento comunicativo e una visione innovativa rispetto al modo di fare impresa.
Passando da una dimensione artigianale e territoriale ad una produzione per il mercato ampiamente pubblicizzata, Renato Bialetti incrementò notevolmente le vendite rispetto a quelle modeste realizzate da suo padre, e quando verso la metà degli anni ’50 la televisione fece il suo trionfale ingresso nel panorama culturale italiano, fu uno dei primi ad intuirne le smisurate potenzialità.

Renato Bialetti Omino coi baffi

Il celebre “Omino coi baffi” reso popolare negli anni’50 dal programma “Carosello” trasmesso sulla RAI.

Nel 1958 infatti, fecero capolino i primi spot pubblicitari veicolati dalla vasta popolarità del programma RAI “Carosello” e resi indimenticabili grazie al personaggio dell’Omino coi baffi (caricatura di Renato) che di fatto conduceva la trasmissione proponendo indovinelli ai telespettatori.
Sfruttando il nuovo canale per eccellenza, la simpatia e il garbo del personaggio animato, nonché  la qualità del suo prodotto, la Bialetti esportò la Moka ben oltre i confini nazionali, rendendola di fatto un oggetto indispensabile nelle nostre case, il vero modo per gustare un caffè all’italiana.

Renato Bialetti e la capacità di rinnovarsi

Con la morte di Alfonso Bialetti, avvenuta nel 1970, le redini del comando passarono interamente a suo figlio Renato, il quale si ritrovò ben presto a dover fronteggiare il difficile passaggio dal “boom economico” alle diverse crisi (economiche e politiche) che avrebbero contraddistinto tutto il decennio.
Renato portò avanti un modello d’impresa fondato su alcuni capisaldi ben precisi e solo all’apparenza in antitesi: tradizione e innovazione.
Tradizione perché la preparazione del caffè rappresenta da sempre un momento di unione, un qualcosa che rimanda ad una dimensione familiare e intima, molto vicina alla storia stessa della Bialetti.
Innovazione perché a partire dall’ingresso trionfale sul grande schermo, prima Alfonso e poi soprattutto Renato hanno avuto l’acume di sfruttare al meglio le opportunità fornite dal loro tempo, sia a livello pubblicitario ma anche di produzione visto l’impiego di materiale di alta qualità in ognuna delle loro creazioni per il mercato.
Ancora oggi la Bialetti conserva il talento auto-rigeneratore tramandato da Alfonso e Renato Bialetti. “Capsule riciclabili” e “Moka Espresso” sono i prodotti del nuovo millennio.

La cura del particolare

Altro elemento distintivo di ogni buona impresa, è la capacità di saper scegliere accuratamente il modo più economico per produrre, dove per economicità si intende la simultaneità di efficacia ed efficienza.  Con efficacia si intende il saper creare un qualcosa che raggiunga il consumatore nel modo migliore possibile e che lo soddisfi in relazione alla sua necessità; con efficienza si intende una fruizione (in questo caso del prodotto Moka) che comporti meno costi possibili in termini di tempo e denaro.
Renato Bialetti ereditò questa dedizione alla cura di ogni minimo dettaglio dall’arte del padre, grandissimo perfezionista e grande amante del suo lavoro.

Dicevano di lui:
“Era un artista che lavorava per la gloria e non per il guadagno; la sua soddisfazione, la sera, andandosene a letto, era di addormentarsi con il sigaro in bocca, stringendo in mano uno dei pezzi più difficili usciti dalla fonderia”.
Tenendo sempre a mente questo ritratto della figura paterna, la Bialetti ha saputo attraversare più di sessant’anni di vita e, proprio come l’onda di Kanagawa, ha trasmesso quel senso di dinamicità indispensabile a qualsiasi azienda che voglia sopravvivere ed eccellere sul mercato.

Conclusioni

“Casa è dove Bialetti fa il caffè”

Probabilmente basterebbe questa citazione, tratta da un celebre spot degli anni ’80, per sintetizzare il successo raggiunto da quella che oggi è passata tra fusioni e acquisizioni, ma è ancora conosciuta in tutto il mondo come la Bialetti Industrie.
L’abilità del suo fondatore e la perspicacia del figlio hanno generato un prodotto altamente competitivo per la sua qualità e il facile utilizzo, ottimamente pubblicizzato al suo debutto su scala nazionale, e ad oggi costantemente ridefinito in funzione delle nuove necessità e tendenze (basti pensare alla quotazione in borsa, alle capsule riciclabili e alla “Mokona Espresso”).
Questa impronta così marcata non poteva che restare nel DNA aziendale, incisa dalla famiglia Bialetti e alimentata da un credo innovativo per l’epoca, ma assolutamente attuale se accostata all’immagine “familiare” e “italiana” che il prodotto evoca ed esporta in tutto il mondo.
un buon caffè targato Italia: garantisce l’Omino coi baffi.

Nel mondo globalizzato di oggi, immerso nelle difficoltà finanziarie e in una crisi politico-economica di enormi proporzioni, non è semplice riuscire ad affermarsi sul mercato senza grandi capitali. Ecco allora che tornano alla memoria figure come quelle di Renato Bialetti, sinonimo di inventiva, audacia e intuizione. In Italia non sono poche le piccole imprese che stanno progressivamente tornando a modelli di gestione più sani e attenti al dettaglio, incentrati su passione e qualità, spesso due concetti garanzia di successo.
Chissà che per il Made in Italy non sia necessario un tuffo nel passato per assaporare meglio un futuro forte e  dal profumo invitante come quello di un buon caffè targato Bialetti.

Articolo a cura di Alessandro Zezza.

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By | 2017-03-31T16:54:04+00:00 14 giugno, 2016|Storie di Outliers|0 Comments

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