Autorevolezza: definizione, come svilupparla, come ottenerla per avere successo.

Dopo aver analizzato le principali differenze tra una persona definita capo e una persona identificabile come leader, l’interrogativo al quale ci impegneremo a dare risposta oggi, è se effettivamente esista un confine tra autorevolezza e autorità. Sebbene questi due termini abbiano la stessa radice, il loro significato differisce molto.

AutoritàAutorità.

Il termine Autorità (dal latino auctoritas) fonda le sue radici su un modello gerarchico in cui il capo ricopre il vertice più alto, al di sotto del quale ci sono i cosiddetti dipendenti. È proprio nell’era della società industriale che si afferma il modello gerarchico funzionale dove tutto dipendeva dall’autorità del capo investito di poteri direttivi e di funzioni di comando.

Ecco che oggi quando si parla di autorità si deve far riferimento al potere esercitato dal grado massimo all’interno di un’organizzazione che vantando di una certa superiorità, esige obbedienza in tutto ciò che riguarda le sue decisioni, siano esse più o meno corrette.

Per fare un esempio il dirigente di un reparto che gode di potere direttivo nei confronti dei suoi collaboratori è identificato da essi come “autorità”.

AutorevolezzaAutorevolezza.

Diverso è il concetto di Autorevolezza (dal latino gravitas) che non viene imposta e si basa piuttosto su una qualità riconosciuta a chi, dimostrando un atteggiamento partecipativo piuttosto che direttivo, ha la capacità di coinvolgere gli altri e influenzarne i comportamenti. Per riprendere l’esempio precedente, se il dirigente del reparto assumesse un comportamento tale da meritare fiducia e stima da parte dei suoi collaboratori, sarà riconosciuto come autorità (in senso gerarchico) e allo stesso tempo autorevole.

Come possiamo dunque sviluppare la nostra autorevolezza? Quali sono le modalità migliori per guidare le persone facendole sentire coinvolte e parte di una direzione comune?

Strategie di Leadership

Nel nostro report “3 Strategie Scientifiche per la Leadership Aziendale” abbiamo in parte risposto a questi quesiti, affrontando il tema dell’autorevolezza e della Leadership.

Dal punto di vista organizzativo parlare di autorevolezza vuol dire guardare un’unica realtà caratterizzata dal decentramento decisionale e dal coinvolgimento attivo delle persone che ne fanno parte.

Sebbene in molte organizzazioni ci sia ancora la politica del “si fa come dico io, che vi piaccia o meno” essere riconosciuti come Leader autorevole è sicuramente il modo più efficace per ottenere performance elevate.

Nonostante questi due termini siano distinti, autorità e autorevolezza possono coesistere in una stessa persona. Esiste infatti chi è meritevole e in grado di rivestire una carica di prestigio e potere e allo stesso tempo è capace di adottare comportamenti caratterizzati da umiltà e modestia nel riconoscere i propri limiti.

Autorità e Autorevolezza Jose MourinhoUn esempio che ci fornisce la perfetta testimonianza di chi incarna autorevolezza e autorità allo stesso tempo, è senza dubbio l’allenatore di calcio José Mourinho, un grande trascinatore, talvolta discusso e allo stesso tempo inneggiato dai media come un Leader carismatico. Dopo aver conquistato successi e trofei in almeno 4 nazioni differenti lo “Special One” (come amano definirlo i suoi tifosi) si è reso celebre con le sue conferenze stampa insolite e con le sue indicazioni puntuali e severe ai giocatori più indisciplinati. Mourinho è certamente un mix perfetto tra autorevolezza, carisma, e capacità di comunicare.

È proprio su quest’ultima capacità che vogliamo porre la nostra attenzione: la capacità di comunicare in modo assertivo.

Propria della persona autorevole, la comunicazione assertiva è posta al centro tra una comunicazione passiva e una comunicazione più aggressiva causa di demotivazione e inefficienza lavorativa. Secondo diversi studi infatti, un atteggiamento aggressivo e autoritario aumenterebbe lo stress dei collaboratori e comprometterebbe le loro performance.

Abbiamo già parlato di quelle che sono le 4 capacità di un manager moderno. Poiché il successo di un’azienda non è che il risultato delle performance di chi ne fa parte, una buona comunicazione è l’elemento essenziale per chi ha il compito e la responsabilità di guidare e orientare gli altri, motivandone il lavoro per il conseguimento di obiettivi comuni.

Grazie ad una comunicazione di tipo assertivo le persone autorevoli (a differenza di quelle autoritarie) riescono ad impostare relazioni equilibrate ed efficaci, instaurando buoni rapporti e allo stesso tempo ottenendo risultati positivi e costruttivi nelle relazioni interpersonali.

Quando parliamo di comunicazione assertiva è importante tener presente che il segreto alla base di una comunicazione efficace risiede in due fattori indispensabili:

1. l’ascolto attraverso cui si genera un comportamento nei confronti dell’altro, impostato sul rispetto, la reciprocità e la condivisione di obiettivi.
2. l’empatia che consiste nel cogliere la prospettiva dell’interlocutore assumendone il punto di vista, comprendendolo e rispettandolo.

Possiamo definire l’assertività come l’abilità propria della persona autorevole, di utilizzare in ogni situazione, i comportamenti e le tecniche di comunicazione più adeguate per instaurare reazioni positive nell’interlocutore e ridurre al minimo la possibilità di generare conflitti interpersonali.

In concreto vi suggeriamo 4 semplici comportamenti, proprie delle persone dotate di autorevolezza, per meglio comunicare in modo assertivo:

  • Essere partecipe e attive, non in contrapposizione con l’interlocutore;
  • Essere responsabili e avere piena fiducia in sé e negli altri;
  • Mostrare un atteggiamento autentico senza giudizio;
  • Comunicare i propri sentimenti in maniera chiara, diretta e onesta senza manifestare aggressività verso l’altro.

L’arte di comunicare trasforma una persona autoritaria in una persona autorevole, in grado di coinvolgere ed essere al tempo stesso un punto di riferimento per i propri interlocutori.

E voi in che modo comunicate? Fatecelo sapere nei commenti! E’ un’ordine! 😉